venerdì, 15 agosto 2008
Mare Mare
Dopo ben CINQUE anni ho fatto il bagno nel mare...che sensazione...
La bandiera della spiaggia segnalava mare pericoloso (bandiera gialla, non rossa) ma io mi sono tuffata lo stesso e me ne sono stata lì a bearmi dell'orizzonte senza fine che mi si stagliava davanti...
Ho nuotato (soprattutto annaspato e bevuto) contro le onde e la corrente che,bastarda, mi trascinava lontano dalla riva e dalla boa che segnalava il limite delle acque sicure.
Arrivata all'asciugamano ho notato sulle spalle il tipico aloe bianco lasciato dal sale e all'improvviso mi è venuto in mente un'episodio che mi è accaduto quando ero piccola...
[Flashback]
Ho circa 12 anni e sono in vacanza alle eolie, precisamente a vulcano con i miei genitori, oggi abbiamo fatto il bagno io e mio babbo (mamma no perchè ha paura), e io sono seduta su un muretto che aspetto il taxi che ci riporti a casa a baia fenicia, i miei sono in un bar a godersi un caffè ed una sigaretta ed io non sono voluta andare, dopo che abbiamo passato tutto il giorno in acqua i capelli ancora gocciolano formando una pozza sulla mia spalla, l'acqua evaporata lascia l'alone bianco e sinceramente mi fa schifo andarmene in giro a chiazze quindi decido di leccarla via, volto la testa e inizio a succhiarmi la spalla sembra che mi stia baciando da sola, ma va beh, appena alzo un po' lo sguardo vedo un tipo che avrà  sui 40 anni suonati che guarda nella mia direzione e inizia a farmi dei versi strani, tira fuori la lingua, manda dei baci, si succhia le dita, io non capisco so solo che mi sento molto imbarazzata, mi salgono le lacrime agli occhi e me ne vado piangendo da mia mamma, solo che mi vergono troppo a dirgli che cos'è successo quindi gli dico che sono caduta e mi sono fatta male cosa per lei non difficile da credere dato la facilità con cui finisco col farmi male.....

Solo anni più tardi ho capito che significavano i gesti che mi faceva il tipo e cheprobabilmente non aveva 40 anni ma solo poco più di 20 ma ai miei occhi di bambina è sembrato grandissimo e non riuscivo proprio a capire che cosa stesse cercando di dirmi...
Non fu propriamente uno stupro perchè non si avvicinò a me neanche di un metro, ma quell'episodio mi ha segnato e rimasi guardinga per tutta la vacanza...
Non so perchè l'ho scritto, a molti sembrerà un ricordo ininfluente, ma sinceramente questa sera avevo bisogno di togliermelo di dosso perchè mi pesava sulla coscienza e mi faceva sentire come allora: sporca e come se stessi facendo una cosa sbagliata...
Cosa c'è di bello in una bimba che si toglie il sale da una spalla che spinge un uomo a farmi gesti esplicitamente erotici ad una che non sa neanche che vuol dire "erotico"?

Adesso vado a letto chè inizio ad essere stanchina, ho nuotato (e bevuto) troppo e ho preso troppo sole dato che appena sbadiglio sento la pelle del viso che sembra strapparsi...
Buona notte..sperando di non sognare un uomo che fa avances ad una bambina....
Eanna alle ore 01:58
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giovedì, 07 agosto 2008
Niccolò Fabi- Rosso
Eanna alle ore 02:05
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mercoledì, 06 agosto 2008
Mondi Diversi

Ho bisogno di dormire ma non trovo la forza di chiudere gli occhi

Forse è la paura di scoprire che non so più sognare?
Peter i miei pensieri felici....

Eanna alle ore 10:24
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martedì, 05 agosto 2008
voglie
Ho voglia di bere fino a star male...
No non di nuovo...ti prego...no
Eanna alle ore 03:24
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Ho cancellato quello che avevo scritto
Ho cancellato me stessa per farlo
Sento che sta tornando
Sento la voglia di farmi del male salirmi alla gola e urlare
Eanna alle ore 01:23
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giovedì, 31 luglio 2008
Silenzio
In questi giorni stanno succedendo un sacco di cose strane....

Troppe

Soprattutto tante cose tutte insieme, e troppe cose da fare in un giorno tanto che arrivo a sera e nn so neanche più che giorno è, mi sembra ne siano passati 3 e invece ne è passato solo uno...

Mi sto di nuovo drogando di Jack Folla forse perchè mi sono inaridita io...
Mi sono un po' spenta, è vero che il cervello è un organo che va sempre mantenuto in movimento, rileggo quello che scrivevo due anni fa e mi dico "cavolo ma l'ho scritto io?!?" non perchè quelle parole nn siano più mie semplicemente perchè adesso nn lo saprei scrivere...

In questi tempi sta bussando alla mia porta la mia vecchia amica, l'insonnia, sono ormai mesi che nn riesco a dormire più di un'ora di seguito durante la notte, sono esaurita, ma non nel senso nevrotico del termine, ho esaurito tutto...
Quello che avevo da dire...esaurito..tanto le parole finiscono nel vuoto
Quello che volevo...esaurito..tanto la vita te lo strappa di mano nonostante la forza con la quale tu ti ci aggrappi
Quello che avevo...sparito...

Rileggo la tag "famiglia allargata" e mi accorgo che ad oggi quella famiglia è più esigua che mai, sono stanca...stanca di amicizie sterili che svaniscono dopo due secondi...
Sono stanca di farmi in quattro per far star bene tutti, per procurare a tutti ciò che vogliono per poi finire a star male io e nn avere niente, nn solo quello che voglio, ma soprattutto quello di cui ho bisogno...
Di cosa ho bisogno?
Ho bisogni di amici veri, ho bisogno di un sorriso ogni tanto e di sentirmi dire che mi si vuole bene, ho bisogno di sentirmi dire che sta andando tutto bene, e che se accade è anche merito mio, ho bisogno di qualcuno che mi voglia bene, tutto qui.
E sono stanca di vivere la mia vta riflessa negli altri....
"ciao come stai? che fai? di che parlate?"
sono domande che puntano semplicemente a cercare di dimostrarmi che sono viva anche io nonostante nessuno me lo chieda, nonostante spesso non me ne accorga, nonostante tutto...

In questi ultimi mesi i miei "amici" si sono dimostrati per quello che in realtà sono, nessuno, o meglio sono io nessuno per loro...
Però mi si chiede "mi ascolti sto male?" "sono solo ti va di uscire?" "sono depresso perchè la mia ragazza ha fatto le carte e ha visto che litigheremo a settembre"
Che stanchezza....ma chi c'è che ascolta me quando sto male? Chi ece con me quando sono sola? E quando sono depressa...perchè lo sono ancora e nn perchè qualche coglione a caso ha fatto le carte o ha visto nella sua sfera di cristallo, no sono depressa perchè sono malata dentro va bene? Si riesce a capire questo o no?
Oppure si crede che la depressione sia soltanto un semplice momento che passa da una scopata all'altra?
L'altra sera parlavamo con dei dottori della depressione, parlavamo di un amico che alle 5 di mattina ha chiamato per farsi portare l'EN perchè aveva paura a dormire in casa da solo e finalmente l'ho detto...
"Gli piacerebbe essere depresso....lui nn sa nemmeno cos'è la depressione, se lo sapese nn andrebbe in giro a sventolarlo ai quattro venti -sai sono depresso- -sai prendo gli psicofarmaci- sai sei uno stupido? Quando stavo male io..." e poi mi sono fermata...mi sono accorta che avevo creato il silenzio e tutti stavano lì a guardarmi...e pure i dottori erano preoccupati...cazzo non sono mica un fenomeno da baraccone...e giù domane..ma te farmaci? ma ora come stai? Anche i miei amici si sono sorpresi...sorpresi....c'è bisogno che io te lo dica che sto male quando nn mi vedi sobria una sera? Quando vedi che mi porto in auto 3 bottiglie di superalcolici vari e sai benissimo che prima di scendere me ne faccio fuori almeno una?
Secondo te bevevo perchè era divertente? Portavo le maniche lunghe ad agosto perchè mi divertivo?...E quella notte? Chi c'era di voi quella notte? Uno solo di loro è rimasto con me...e a quel ragazzo io devo la vita...agli altri non devo più niente.

Meglio il silenzio che la sorpresa....
Eanna alle ore 06:39
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venerdì, 25 luglio 2008
Il dolore è come un postino
Mi sto di nuovo drogando di Jack e della sua voce calda e sincera...

Il dolore è come il postino, suona sempre due volte.

Nel mio caso è un postino suonato, un postino suonato che suona una terza volta anche vent’anni dopo. Com'è che diciamo in questi casi? "Sono un po' esaurito?" Sai invece io come direi in questi casi, fratello? "Sono un po' all'inizio, è il me morto che è esaurito." No, io piango solo e sempre quando sto per cambiare pelle, quando sto per evadere, quando credo di essere sul punto di morire che, puntualmente, corrisponde al punto di rinascere. E ieri il postino ha suonato per la terza volta. Mi ha consegnato un pacco di dolori vecchi, e se n'è andato. Che vuol dire "dolori vecchi"? Che il postino del dolore suona subito, e poi ripassa. Quella è la volta che piangi sul serio. La prima è d'obbligo: muore tua madre, perdi un figlio in un incidente, hai una malattia o vieni licenziato. Il postino suona, ti consegna il pacco. Chiudi la porta, lo apri, piangi. Sembra finita lì. Invece non è neppure cominciata. O meglio: quello è il primo movimento della sinfonia che porterà, magari dopo qualche anno di musica, al gran finale.

Il dolore è sempre una grandissima scoperta. Molti malati stanno ascoltandomi in questo momento, e sanno di che cosa parlo. Solo grazie (si fa per dire, passatemela) solo "grazie" a un tumore, per esempio, hanno scoperto di avere un corpo. Prima, avere un pancreas, o un cervello sano, o un fegato, due polmoni, era acquisito come un diritto. Non so, come l'articolo 18? Di più, (visto i giochini che ci stanno facendo sopra) come la Costituzione in generale? (Anche quella la vedo messa male) Di più, come guardare gli alberi. E' naturale che tu guardi gli alberi, o il mare. Così naturale che, pur guardandoli, non ti accorgi della loro esistenza, ossìa che essi (alberi, mare, ) SONO, e sono fatti per te. Passa una petroliera e scarica in mare una lunga, terribile onda nera. Solo ora tu cominci ad avere percezione del mare, solo ora: perché lo stai perdendo. Con la malattia è uguale. Così con i lutti. I tuoi genitori se ne vanno, tua moglie o il tuo ragazzo muoiono. All’inizio è un dolore fulgente come una stella. Una stella nera. Poi ricominci a vivere "senza". Ricominci a guardare il cielo stellato, con un buco nero, che sai, ma ancora non sai quanto lo sai.

Infine il postino ritorna: è la consegna dell’atto finale. Di colpo il firmamento è un buio. Lo sapevi già di non avere più tuo padre, o tua moglie, o tuo figlio; e come se lo sapevi! Anche di aver perduto l’amore di quella donna lo sapevi da due anni: lei è viva, ma non ti vuole più, e tu stai già con un'altra. E invece il postino ritorna, consegna il pacco di lacrime vecchie, esce. Lo apri, sai già tutto stavolta, invece qui, ora, dopo magari qualche anno dall'evento, lo fai tuo, completamente, ineluttabilmente, e scoppi in un pianto disperato, irrefrenabile, infinito. E’ proprio il tuo corpo che piange, tu non puoi farci niente, puoi solo assecondarlo, lasciarti trascinare come un tronco da questo fiume in piena. Questo, che ti sembra il tuo punto di morte, la tua notte più orribile è invece l’annunzio dell'alba, il punto di fuga della vita, la rinascita, la liberazione.

Beh, così, per la cronaca di uno zombie, per me è stato ieri. Ho pianto alcune vostre lettere e una ragazza che suonava il piano. Ho pianto la morte di mia madre che, nelle ultime ore, parlava come una bambina e le sembrava di stare aspettando il treno che da Napoli la portava, a sei anni, alla spiaggia di Torre del Greco. E da quella stanza sul Tevere per malati terminali credeva di essere davanti al mare di Napoli. Ho pianto per voi, ho pianto per me, ho pianto per Gerusalemme. Ho pianto coi nervi urlanti, scoperti come sono solo i dolori primari, e non quelli inutili che ci creiamo per sopravvivere. Ho pianto per le due torri, per Israele senza pace, per te che mi scrivi "Non lasciarmi" e io che ti vorrei gridare "Non lasciarmi tu", viso che non conosco, labbra di cui non so il suono. Ho pianto tutti i bimbi senza padre, tutti gli animali abbandonati, tutti gli sguardi innocenti della terra. Non so che mi ha preso, ma non ero esaurito, né impaurito, né stanco. Non avevo difese, questo sì, perché ho accettato da tempo di non averne di false. Non esistono difese alla vita e alla morte, sono palle.

La vita e la morte fanno di noi quello che vogliono, l'unica carta che possiamo giocare è stabilire che cosa noi vogliamo dalla vita e dalla morte. E questo io l'ho già scelto da bambino. Tutta la luce e tutto il buio che potessi sopportare! E allora devi accogliere e devi reggere. Accogliere e reggere, solo questo puoi fare. E la felicità e il dolore ti porteranno su e giù come gli oceani le navi. E il dolore t'insegnerà ogni volta a contenere ancora più oceano, e il tuo pianto non lo tratterrà, lo restituirà, finché sarai parte di un unico respiro e imparerai a raccordarti col fiato lungo delle maree. E' qui che credi di morire. Perché resistere alla morte non serve a nulla. A niente servono i lifting, le bugie, i colpi di testa, i viaggi del miracolo. A niente serve resistere se non impari anche a assecondare. "E come si impara questo Jack?" Non lo so, accogliendo il dolore degli altri, per me è così. La mia bussola siete solo voi. Chi soffre più di me (e c'è sempre, purtroppo) lui è il mio medico. Gli altri. Tutto quello che ho (e non è poco) l'ho sempre ricavato per sottrazione, guardando chi aveva molto di meno. Solo questo è l'amore che torna: l'amore che dai.
Eanna alle ore 03:55
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Ragazza che non Ho
Non sono un uomo nè rimpiango una donna che non ho avuto....rimpiango solo un uomo capace di dire certe cose...


"Scusate, potreste allontanarvi tutti dallo schermo? Bastano pochi centimetri, il necessario per non sentire tutto quello che dico.
No, tu no, rimani. Non tu, lei, proprio tu, ragazza che non ho, e forse non ho avuto mai.

Vedi, prima o poi mi beccheranno, ragazza, e io ho mancato all'appuntamento con te. Non mi confesso ai preti né a mamma, e non cambio religione a quarant'anni. La mia religione sei stata tu.

Ti ho inseguito per tutta la vita, ma quelle rare volte che ti ho incontrata non so cosa mi sia successo. Diventavo troppo violento, o stupido, o troppo importuno, o troppo terrorizzato, o tutte queste cose insieme.

Sul clip di David Bowie mi sono sentito male. Ho avuto una vertigine violenta, come quando un aereo perde improvvisamente quota. E subito dopo ho pensato a te, ragazza mia che non sei mai stata mia.
Perdonami, non so bene cosa volevo dirti.

Che sono responsabile del nostro appuntamento mancato. Che se vivrò una seconda volta tornerò a cercarti, ovunque e chiunque tu sia. Saranno molte le nostre forme e le nostre morti. Ma di una cosa ti prego. Quando vedrai un ragazzo, bruscamente, rivolgerti la parola fino a offenderti, o, altrettanto improvvisamente, piangere fino a offendersi, non andartene, non ti voltare.

Più gli uomini sono grandi, più piangono. E più hanno carattere, più hanno un pessimo carattere. Vedi, ragazza, questi uomini li chiamano disturbati. Se non possono avere tutto vogliono il nulla. Se non vengono amati si fanno odiare.

Sono gli uomini che conoscono alla perfezione, come i bambini e i poeti, l'arte di essere infelici. Non hanno invidie, tranne una. Per i belli e mediocri. Quelli alti con gli occhi azzurri che ti fanno ridere, ti divertono e che, per una sera non ti fanno pensare.

Ragazza che non ho, devo chiederti un grande favore. Guarda al di là delle apparenze in futuro. Perché ogni uomo ha bisogno di piangere almeno una volta, a lungo, nelle tue braccia, prima di potersi liberare. Non è affatto un debole, al contrario. Quello che ti chiede oggi te lo restituirà mille volte.

Tutto qui, ragazza che non ho. Ma davvero la prossima volta, quando qualcuno ti dirà di un Jack “Attenta, quello ha dei problemi”, non chiuderti, te ne prego, apriti e accoglilo, almeno per un po'. “Quello” potrebbe essere il tuo amore.

Ciao, ragazza, eviterò adesso di metterti un disco dei Pooh"


Jack Folla
Eanna alle ore 02:31
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mercoledì, 23 luglio 2008
Solitudine
Davanti alla tv...in silenzio...con le lacrime che vorrebbero uscire senza un perchè, ho riletto tanto conversazioni in questi giorni...di sicuro una di troppo che nonostante tutto mi ferisce ancora. Il termine ferire non è propriamente esatto direi piuttosto intristire...
Una di queste conversazioni mi ha illuminato gli occhi....ho voluto gridare quello che provavo...ma sento ancora l'eco delle mie parole cadute nel vuoto....


Nonostante tutto...sola.
Eanna alle ore 00:50
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giovedì, 13 dicembre 2007
...Brividi...

SOGNA RAGAZZO SOGNA
Roberto Vechioni

E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo, sogna quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole o non vive più;
sogna, ragazzo, sogna, non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo, fallo pure tu ...

Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone
non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu ...

Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre:
perchè hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita.

E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire


Sogna, ragazzo, sogna, quando lei si volta, quando lei non torna.
quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più:
sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu.

Sogna, ragazzo, sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria.
tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania.
manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.



Queenuzza alle ore 09:03
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martedì, 11 dicembre 2007
Cambio

Cambio del Template che più o meno sta a significare che ci saranno parecchi cambiamenti qui dentro...

....forse....

Queenuzza alle ore 06:43
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Capita di voler scrivere una cosa e scoprirsi a parlare di altro

A volte capita di tornare nella mia vecchia casa e di sentirne la nostalgia, nostalgia dell'intensità di sentimenti che provavo, nostalgia della potenza che le mie parole avevano su di me...

Nella mia vita è cambiato qualcosa, sono cambiati i ritmi e il lavoro mi ha portato a staccarmi da tutto.
Ormai seguo dei ritmi biologici elementari:

Casa-Lavoro-Casa-Altrove-Casa-Lavoro

Il giorno e la notte non si scambiano più, almeno fino a quando non ho il turno di notte.
Rileggendo ricordo della decisione che mi stava sul collo, a,b o c...ebbene per chi si ricorda la decisione presa fu A, ed è una decisione che prosegue ancora oggi, ma questo era giusto per un refresh, per il resto non ne parlerò MAI più.
Si avvicina il Natale e quest'anno le sento forte e chiaro, come sento forte e chiaro il fatto che dovrò lavorare anche per le feste comandate...

Ma non è di questo che volevo scrivere...Ho iniziato con in mente una frase precisa...

"E un'altra volta è notte e suono...non so nemmeno io per che motivo forse perchè son vivo e voglio in questo modo dire Sono[...]l'eco si è smorzato appena delle risate fatte con gli amici dei brindisi felici in cui ciascuno chiude la sua pena in cui ciascuno non è come adesso da solo con se stesso a dir "Dove ho mancato? Dov'è stato" a dir "Dove ho sbagliato?"

Una frase di un grande poeta italiano (si apre il nuovo concorso delle citazioni)che racchiude ogni mio pensiero di questa notte.
Io non suono ma scrivo, e ogni volta che scrivo mi sento Viva, "voglio in qualche modo dire Sono", questo volevo allora e questo voglio adesso.
Questa notte l'ho passata ad organizzare il cenone del 31, pensare al menù, se può piacere a tutti o altro, pensavo ad un amico che quando ha visto la lista degli invitati se n'è andato stizzito dicendo che nn veniva perchè "siete tutte coppie", pensavo ad un'altra persona che vorrei invitare ma che mi sento frenata dal farlo perchè so che si metterebbe in silenzio da una parte a compatirsi e nn mi va...insomma vorrei che quest'anno, ALMENO quest'anno potessi arrivare a mezzanotte senza piangere/sentirmi in colpa/voler scomparire.

Non so perchè per me ogni fottuto capodanno coincide con un picco di depressione, esattamente alle 0:01 io per un qualsiasi motivo idiota scoppio in lacrime, e ogni anno mi ripropongo "no quest'anno no!" invece c'è sempre qualcosa che mi distrugge tutto.
Più penso alla depressione più mi viene in mente il fatto che è una malattia che si combatte, si nasconde ma non si annulla mai del tutto, prima o poi si ripresenterà, busserà alla mia porta e io gli aprirò.
Mi viene in mente un amico che ha deciso per la cura drastica, psicofarmaci, ma che nn fa niente per nascondere il suo stato, più che dirgli che deve trovarsi un angolino per essere depresso, per essere autodistruttivo come ho fatto io per queste pagine e che poi, chiuso quello niente deve uscire, beh nn so che farci, e sinceramente mi fa anche un po' incazzare.
Credo, da laica della psicologia, che ci siano due tipi di depressi:
1-quelli che vogliono combatterla
2-quelli che vogliono essere compatiti
Io appartengo al primo tipo, anche se da queste pagine sembra che ci stia bene a sguazzare nel mio brodo di acido assicuro che nn è così, lui appartiene al secondo tipo, e io queste persone nn le capisco...
Non è piacevole guardarsi le vene e sentire il bisogno di vedere il sangue al di fuori di esse, non è piacevole sentirsi una stretta allo stomaco che ti impedisce fare tutto e aver paura anche ad uscire di casa perchè sai benissimo che una parte di te ti porterebbe alla distruzione della tua persona...
Non riesco a capirlo lo giuro...
E come faccio di solito se una cosa non la capisco mi ci incazzo e tendo ad isolarlo, lo allontano da me e so che nn è giusto ma penso "cavolo se ce l'ho fatta io perchè lui nn ce la dovrebbe fare?", ma lasciarlo solo nn è il modo giusto di spronarlo.
Io credo che lui appartenga alla grande maggioranza delle persone che credono che una relazione stabile porti felicità, ma com'è stato dimostrato dal mio passato una relazione, per quanto intensa possa essere non è sempre sintomo di felicità, puoi star bene con l'altro ma nn con te stessa, si scambia la felicità con una spalla che può farti compagnia ma troppo spesso non è così.
Parlando di relazioni passate mi viene in mente l'ultima, nn recrimino niente a lui, come ho detto, non era il momento per nessuno dei due, è un capitolo ormai scritto della mia vita e ci ripenso con un sorriso, lui era lì, avevo la mia spalla eppure piangevo da sola, lui poteva essere superman nonostante questo io avrei voluto morire ad ogni respiro, quella è una buca nera, un pozzo profondo reale, nel quale mi sono affogata da sola, e da sola ne sono venuta fuori, remandomi contro, il mio pozzo ha distrutto me e tutto quello che mi circondava ma ho sputo ricostruire tutto da zero, come sempre, il cristallo si è spezzato e io l'ho rincollato, le crepe sono rimaste ma creco di restaurarle ogni giorno.
Perchè si vuol star bene in quel pozzo...e soprattutto perchè se ne esce magicamente dopo un bacio rubato, per poi ributtarcisi a capofitto quando ci si accorge che la persona con la quale speravamo di poter passare la vita ci ha fanculizzato?

Quella io non la considero depressione....è frustrazione sessuale...

Ragazzi meno seghe e scopare di più, anche così atleticamente saltando da un letto all'altro, vi salverà dalla depressione!

Per lo meno aveva salvato lui.

Io mi sono salvata da sola...sarà perchè io nn amo saltellare?

Silenzio....

Vedi il tuo riflesso nello specchio?

Queenuzza alle ore 06:23
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giovedì, 30 novembre 2006
Cattiva
Senti fammi un favore, prendi uno specchio, guardati, e mandati a fanculo da solo che io non ne ho la voglia

Ma cosa sono diventata?

Oggi non è giornata no.
Eanna alle ore 21:33
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sabato, 18 novembre 2006
Fumo
Non ho voglia di mettermi a fumare da sola al davanzale della finestra....qualcuno mi chiama e mi fa compagnia per favore?

Perchè nn chiamo io? Oh beh guardate l'ora.....poi io cerco compagnia e se mi sento rispondere "oh avresti anche rotto il cazzo di chiamare a ore indecenti eh" piangio





Certo che se appena sto uin po' meglio mi infoio di sigarette sfido io che nn mi passa la tonsillite....
Eanna alle ore 02:54
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Liberi
Eanna alle ore 02:34
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